Shopping terapeutico in tempi di pandemia

Shopping terapeutico, vediamo come la pandemia ha cambiato abitudini e priorità, più ecosostenibilità, comfort e cura della persona

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“Non rinunceremo al potere terapeutico dello shopping”. Il sociologo Francesco Morace l’ha appena scritto nel suo libro, La rinascita dell’Italia. 

Non so voi, ma a me è successo subito dopo la fine del primo lockdown, la prima volta che sono andata a fare shopping, mi sono sentita bene.

Osservare le vetrine, poter finalmente accarezzare i tessuti, sentirne la consistenza e finalmente poter provare i vestiti è tutta un’altra esperienza, che potremmo definire: shopping sensoriale.

Di contro però, anche lo shopping online, il brivido del click, riempire il carrello e attendere il pacco, per scoprire se abbiamo scelto i prodotti giusti, ha il suo perchè.

Molti siti, inoltre, hanno cercato di venirci incontro con spedizione e reso gratuito, guida alle taglie e servizio clienti sempre a disposizione.

La verità, però, è che le abitudini anche in ambito shopping stanno cambiando.

Shopping consapevole

Con la Pandemia sono cambiate le vite di tutti e con esse anche le abitudini, pure il modo di fare shopping è mutato.

Innanzitutto sono cambiati i ritmi, molta meno gente in negozio, significa calma nel fare gli acquisti e un maggior supporto da parte delle commesse.

In questo modo lo shopping è più ragionato e consapevole, si sceglie il necessario, si prediligono abiti comodi e senza tempo, niente di troppo particolare, che l’anno successivo passa di moda.

C’è molta attenzione alla lettura dell’etichetta, ai tessuti e alla qualità, così come c’è curiosità intorno ai piccoli marchi artigianali che fanno tanta ricerca, intorno al vintage e cresce l’interesse per la moda eco.

Shopping e pandemia: nuove priorità

Stile e comfort prima di tutto, quindi il nuovo shopping riguarda soprattutto jogger e giacche oversize.

Priorità assoluta, durante il lockdown è diventata, sicuramente, la cura del corpo. Cresce, infatti, la skincare, insieme all’igiene personale e ai prodotti per capelli.

Questo ripiegarsi su se stessi è abbastanza tipico all’inizio di una crisi, innanzitutto perché si ha più tempo libero, poi perché prendersi cura di sé fa stare meglio e migliora l’umore.

Riguardo alla scelta tra più articoli si può affermare che, prima viene sempre il design, ma tra due cose belle si sceglie quella più sostenibile.

Una cosa curiosa è che durante e dopo il lockdown, la gente abbia continuato a comprare scarpe, forse perché si consumano, ma probabilmente anche perché c’è una maniacalità intorno a questo mondo.

Anche in questo settore però la moda va nella direzione del comfort e i bestseller della stagione sono gli ankle boots in nylon con la suola grossa colorata.

Chissà cosa succederà alla fine di questo secondo lockdown e se ci saranno nuove evoluzioni, di certo lo shopping, grazie al suo potere terapeutico, non si fermerà.

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