25 Novembre: la giornata mondiale contro la violenza contro le donne donne

25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza contro le donne, ecco alcuni dati e l'impegno per la sensibilizzazione di associazioni e vip

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violenza donne

Il 25 Novembre si celebra ogni anno la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Questa giornata è stata scelta in memoria di un femminicidio di tre sorelle avvenuto nel 1960, commesso dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo a Santo Domingo. La data simbolo è stata riconosciuta per la prima volta nel 1981, per poi essere istituzionalizzata anche dall’ONU il 17 Dicembre del 1999.

Uno dei simboli più noti usati per denunciare e sensibilizzare le persone su questo tema sono le scarpe rosse “abbandonate” in numerose piazze. Questo simbolo è stato ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet. Il rosso caratterizza anche le panchine che negli ultimi anni, in molte piazze e parchi, sono state dipinte per attirare l’attenzione sul problema della violenza contro le donne.

La violenza contro le donne in tutte le sue forme

La violenza contro le donne – a differenza di ciò che si pensa – non è solo fisica, ma può assumere forme diverse ed è importante saperle riconoscere per denunciarle.

Violenza sessuale

La violenza sessuale consiste nello stupro praticato da un uomo che obbliga una donna ad avere con lui un rapporto sessuale o intimo, contro la sua volontà. La costrizione può passare attraverso minacce, umiliazioni o botte, con conseguenze sia psicologiche che fisiche per la vittima.

Violenza psicologica

In questo caso non si hanno atti fisici, ma attraverso una manipolazione psicologica l’uomo cerca di avere il controllo sulla vita della donna. L’uomo isola la donna, allontanandola da amici e parenti, e la umilia mortificandola attraverso parole, giudizi e azioni.

Questo è uno dei tipi di violenza più difficile da riconoscere poiché non c’è un vero maltrattamento fisico, ma viene lesa la dignità della donna.

Violenza fisica

L’uomo in questo caso maltratta fisicamente la donna, col preciso intento di farle male. Lo fa attraverso sberle, pugni, calci, spintoni o anche il lancio di oggetti. Questa è sicuramente la forma di violenza più evidente anche dall’esterno, poiché lascia segni visibili.

Stalking

Lo stalking è il reato commesso da chi perseguita una donna, infondendole paura ed ansia.

Violenza economica

La violenza economica si esercita limitando l’indipendenza economica della donna, rendendola così dipendente dall’uomo.

L’uomo può esercitarla tenendo la compagna all’oscuro della propria situazione finanziaria e impedendole di disporre del denaro. Oppure si ha quando l’uomo si appropria del denaro della donna, usandolo per sé e lasciando la donna in difficoltà.

Molto spesso, purtroppo, tra queste forme non vi è un vero confine e la donna è vittima di tutti questi tipi di violenza. Da una violenza fisica o psicologica l’uomo può arrivare ad una fisica o, ad esempio, dallo stalking si può passare ad una violenza sessuale. Non esistono regole.

La violenza contro le donne e le associazioni femminili

La violenza contro le donne si può considerare un crimine contro l’umanità e per questo è necessario che tutti si impegnino per combatterlo.

Colpisce, infatti, il 35% delle donne in tutto il mondo e l’ambito dove accade più di frequente è quello domestico. Il 64% degli stupri è commesso proprio da ex partner, compagni o familiari.

Si tratta un problema sociale, culturale, politico e sanitario che necessita di risorse che assicurino un intervento territoriale integrato, oltre che assistenza. In Italia sono nate nel tempo molte associazioni femminili per aiutare le donne alla ricerca di valore, attraverso l’affermazione di sé, a partire dal mondo del lavoro ed arrivando ad una consapevolezza di sé e delle proprie capacità in generale.

Queste associazioni hanno sia lo scopo di agire sulle leve che possono causarla, sia di offrire assistenza fisica, psicologica e giuridica alle donne che la subiscono. Innanzitutto sostengono le donne nel processo di inserimento nel tessuto sociale e lavorativo: l’indipendenza economica è il primo passo necessario per una vita dignitosa.

È inoltre fondamentale che in ogni Paese si raggiunga la parità dei sessi, anche nel mondo del lavoro, per porre fine a tutti i tipi di discriminazione sessuale.

Leggi l’articolo che ho dedicato ad una realtà importante come Casa Marzia, che aiuta concretamente tutte le donne vittime di violenza!

Violenza contro le donne: il potere dei social per condividere e sensibilizzare

Per fortuna oggi, molti personaggi famosi sanno sfruttare i social media anche per sensibilizzare le persone su temi importanti come la violenza contro le donne. Molti sono stati, infatti, i vip che su Instagram si sono schierati contro questo reato.

Tra i personaggi italiani alcuni esempi sono Alessia Marcuzzi che ha scelto un post a sfondo rosso con una frase che è simbolo della lotta alla violenza contro le donne: Non una di meno!

Nel mondo della musica Tiziano Ferro ha pubblicato un suo selfie con la simbolica striscia rosso sangue sotto all’occhio, mentre Luciano Ligabue ha optato per un significativo segnale di stop.

Altri personaggi famosi, come Mara Venier, hanno invece optato per una mascherina con scritto “Stop alla violenza sulle donne”.

Tra le influencer, in molte hanno deciso di dedicare qualche storia a questo argomento per sensibilizzare le persone. Chiara Ferragni ha anche pubblicato un’intera ig tv in cui riporta diversi dati veramente allarmanti, che evidenziano la gravità della situazione.

Anche alcuni uomini, come ad esempio Gordon, noto soprattutto tra le giovani, hanno deciso di esprimere la loro opinione al riguardo, sottolineando che non è colpa della donna, né di come si veste, né di come appare, se subisce violenza.

In molti insomma hanno sposato la causa e ci hanno messo la faccia per riuscire a sensibilizzare più persone possibili, sfruttando il potere di condivisione di questi potenti mezzi come Instagram.

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