Tutti abbiamo acquistato (e utilizzato!) le creme solari. Sicuri di aver valutato le cose giuste? E cosa fare di quelle avanzate senza sprecarle?
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Creme solari. Guida alla valutazione dei prodotti migliori…e 3 ottime idee per utilizzare quelle avanzate (anche se scadute)!

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I raggi UVA e UVB possono essere dannosi se non proteggiamo la pelle con le creme solari. Il sole dona un colorito che ci rende più belli e stimola la produzione di vitamina D, ma può causare macchie, scottature ed eritemi. Oltre all’invecchiamento precoce e ai melanomi.

Ecco perchè tutti abbiamo sicuramente utilizzato questi prodotti durante le vacanze. Ma siamo davvero sicuri di sapere tutto sulle creme solari? Sui fattori da valutare nella scelta? Sulle loro caratteristiche?

Ho pensato che una mini guida facesse al caso sia di chi in vacanza ci andrà da settembre in poi , sia di chi i solari li ha già acquistati. Magari senza fare troppa attenzione.

Una corretta informazione aiuterà a non commettere errori in futuro e in fondo servirà anche per la stagione invernale, quando in tanti avranno bisogno di prodotti protettivi durante le giornate sulla neve.

creme solari guida di Cristina Cocco 1

Creme solari e filtro UV. Fisico o chimico?

La prima cosa da considerare è il filtro UV. Ne esistono vari tipi, funzionano in modo diverso e possono avere impatti tossicologici sul corpo.   

È fisico un filtro che forma una barriera protettiva sulla pelle, riflettendo i raggi del sole che non penetrano nell’epidermide. I più comuni sono ossido di zinco e biossido di titanio. Lasciano una patina bianca una volta spalmati e sono insolubili. Avete presente la Fissan per i neonati? Ecco, è a base di ossido di zinco!

I filtri chimici invece non riflettono, ma catturano i raggi trasformandoli in calore. Sono i più utilizzati nelle creme solari in commercio, ma rispetto ai fisici possono avere un elevato impatto tossicologico!

A informare sulla tossicità delle creme solari è un rapporto della FDA, la Food & Drug Administration. Tra 2019 e 2020 ha condotto studi e approfondimenti, parlando di impatto tossicologico su tre livelli: basso, medio o alto. Soprattutto i filtri chimici sono in grado di penetrare nel sangue, provocando alterazioni ormonali o sensibilizzazioni allergiche. Alcuni sono riconosciuti come sicuri e raccomandati come ingredienti dei prodotti solari, altri hanno registrato perturbazioni a livello endocrino.

Ecco perché l’INCI di una crema solare, cioè la lista degli ingredienti, è assolutamente da leggere e saper interpretare.

Occhio agli ingredienti! Dove trovare tutto sulle componenti dei solari

Creme solari Cristina Cocco

Ho trovato un articolo approfondito e curatissimo sul blog Beauty Diary di Federica. Ci sono tutte le informazioni che dovremmo conoscere ed è continuamente aggiornato. Pur usando i termini tecnici e i nomi scientifici degli ingredienti – che anche se difficili vanno un po’ imparati – è facilissimo da capire. Leggetelo e non ve ne pentirete.

Si valuta, oltre ai filtri, anche la presenza di oli vegetali e vitamina A. Questi possono infatti non essere amici della pelle quando si tratta di esposizione al sole! Alcuni oli vegetali polinsaturi, con il calore, subiscono alterazioni che nuocciono alla salute. Utilizzati come emollienti, la loro concentrazione nelle creme solari non deve superare il 10-15%. Non allarmiamoci quindi se li troviamo nelle ultime posizioni nella lista degli ingredienti.

Vitamina A e derivati dall’utile potere antirughe – come retinolo, acido retinoico e retinil acetato – rischiano invece di essere fotosensibilizzanti e causare reazioni indesiderate come allergie o arrossamenti.

Le migliori creme solari 2021. La classifica di Altroconsumo è sempre una garanzia!

Spesso acquistiamo le creme solari spinti dalla fama del brand, dal fascino del packaging o del marketing. A volte per il prezzo, che può essere un tranello. Prodotti molto costosi possono non garantire ciò che promettono. Altri, alla portata di ogni tasca e disponibili nei supermercati, si rivelano superiori.

Ogni anno Altroconsumo testa diverse creme solari – per adulti e per bambini – con diversi fattori di protezione SPF, da 30 a 50+. Sapevate che questo SPF, indicato sulle confezioni, si riferisce soltanto ai raggi UVB? Per essere sicuri di schermare anche gli UVA – dato che spesso trascuriamo! – bisogna fare bene attenzione all’etichetta.

L’indagine considera vari aspetti, come l’efficacia protettiva e la composizione, con grande attenzione all’impatto ambientale. Filtri UV e ingredienti dei prodotti solari possono essere molto inquinanti per gli ecosistemi marini. La loro degradabilità non è sempre facile, ma spesso – pur con alternative ecologiche – per le aziende produttrici è troppo costoso sostituirli. Anche imballi e materiali di scarto vengono valutati, per premiare chi si impegna a ridurre la quantità di ciò che finisce nella spazzatura!

La gradevolezza d’uso valuta consistenza, spalmabilità, profumo, untuosità della pelle.

L’obiettivo perimario è verificare la conformità tra grado di protezione dichiarato in etichetta ed effettiva prestazione. La FDA ha rivelato che oltre il 70% dei solari sul mercato, aveva un’efficacia protettiva inferiore rispetto a quanto stampato sulle confezioni!

Creme solari. L’importanza di una scelta consapevole

I dati di Altroconsumo sono importanti per orientare le nostre scelte di consumatori. Etichette e marketing trasmettono una falsa percezione di sicurezza per questioni pubblicitarie. Acquistare consapevolmente è invece indispensabile! Per creme solari e prodotti cosmetici ancora di più.

Guida alle creme solari e UV Cristina Cocco

L‘analisi di Beauty Diary (che ho già citato!) su tante creme solari conosciute, completa il quadro di quali filtri UV sono davvero all’avanguardia, efficaci e sicuri.

Vale la pena approfondire e sapere a che cosa andiamo incontro. Possiamo andare al mare e abbronzarci anche proteggendo la salute e tutelando la Natura.

Vacanze finite e tempo ritorno in città? Ecco come usare le creme solari avanzate

Ho pensato di aggiungere un’appendice dedicata all’utilizzo delle creme solari avanzate visto che le vacanze sono ormai finite, o alla fine, per quasi tutti. Esistono infatti diversi modi per sfruttarne le proprietà idratanti ed emollienti anche se non ci serve più il fattore protettivo.

Sono ottime per nutrire e idratare la pelle dopo la doccia e il bagno, purchè non siano scadute! Applicatele sulle zone più secche come gomiti o ginocchia per una pelle morbidissima. Anche per realizzare uno scrub casalingo i solari avanzati a fine stagione sono ottimi, perchè basta aggiungere un po’ di zuccherro, di sale grosso o di fondi di caffè e massaggiare il corpo prima di lavarsi.

Altra idea vincente è preoparare un impacco per i capelli, unendo alla crema un po’ di olio di jojoba o di argan e lasciando agire come una maschera per circa mezz’ora.

creme solari tutta l'importanza dell'INCI

E se intanto le creme solari scadono? Le buttiamo? Assolutamente no, anche se non è più consigliato usarle per il corpo possono diventare utili alleate per la pulizia di divani e poltrone (e anche scarpe) in pelle o per lucidare il metallo ossidato facendolo tornare brillante. Ho scoperto anche che sono magiche nell’eliminare residui di colla, adesivi ed etichette da ogni superficie. Basta applicare elasciare agire qualche minuto.

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Cristina Cocco

Influencer

Italo Canadese, amo l'Italia e la sua arte, cultura e gastronomia. Dal Fashion al Food per passare dal Beauty all'Arte.
"Lo spirito del mio Blog? Un Lifestyle a cinque stelle per persone comuni"

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